#ALIMENTARELACULTURA

20 Ottobre 2018

E a Firenze arrivò il coprifuoco  per gli stranieri, perché stranieri

Eccoci arrivati a qualcosa di più, a varcare un’altra linea di confine di diritto e di civiltà, verso una nuova frontiera di paura, esclusione e controllo.
A Firenze, il 16 ottobre, il prefetto ha emanato una circolare che obbliga, a partire dal primo di novembre 2018, i richiedenti asilo a rimanere all’interno dei centri di accoglienza dalle 20 alle 8 del mattino, oltre che l’obbligo di aprire alla presenza degli operatori i pacchi provenienti da acquisti via web.
Le motivazioni?
Vigilare sul corretto comportamento degli “ospiti” e controllare che gli acquisti effettuati siano compatibili con le condizioni economiche dichiarate.
Bene, questi i fatti.
Ora il diritto, almeno per quelli che guardano solo a quello (avendo spento il proprio libero pensiero critico da qualche tempo).
In costituzione esistono i diritti di libertà, tra cui in ordine di importanza e storia cito il diritto di libertà personale e quello di segretezza della corrispondenza: questi due diritti possono essere limitati solo in base a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, che come sappiamo (almeno i giuristi) è soggetta soltanto alla legge.
Il potere politico, cioè l’amministrazione pubblica, cioè la prefettura, non può permetterselo. Almeno in uno stato di diritto.
Poi devo aggiungere un’altra cosa.
Se un richiedente asilo, semplicemente perché straniero, deve sottostare a queste arbitrarie limitazioni della propria libertà, mi chiedo perché uno che, poniamo, ruba soldi allo Stato, cioè a noi tutti, può non solo girare libero notte e giorno, ma anche ricoprire ruoli di rilevanza pubblica?
Ho sentito proprio da un ministro che va bene il coprifuoco perché questi (gli stranieri richiedenti asilo) “non sono mica in vacanza”.
Come se fossero tutti i mesi a Forte dei Marmi.
Credo che sia molto pericolosa (per tutti) una società in cui la libertà può essere limitata in base a decisioni del potere politico per motivi arbitrari legati a provenienza, etnia o religione.
Se si prosegue in questa direzione non vi dovrete stupire se un giorno un prefetto limiterà la vostra libertà perché avete detto o scritto che a una legge ingiusta si deve disobbedire, e per questo vi hanno condannato per sovversione dell’ordine.

Guido De Togni


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