#ALIMENTARELACULTURA

15 Novembre 2018

La mia sicurezza

Da tempo penso a cosa significhi per me il concetto di “sicurezza”, di cui ormai da anni, e comunque sempre nei periodi di grandi trasformazioni, si parla tra gli uomini, sia tra quelli semplici sia tra quelli che pensano di stare un po’ più in alto degli altri.

La paura, d’altronde, è molto democratica: a suo modo colpisce tutti.

Ma c’è anche chi la usa, la paura, contro altri, che la paura invece la vogliono affrontare.

Ci sono i codardi che usano la paura per guadagnare soldi o voti (o tutt’e due), e ci sono altri che invece con la paura convivono e la sanno affrontare e gestire, se necessario.

Beh, la scena di poliziotti e manganelli che sgombravano il centro BaoBab experience e le ruspe (eh, si ancora ste ruspe) che spazzavano via qualche tenda montata sul selciato di un piazzale di Roma, riprese felicemente da telecamere e macchine fotografiche, e le dichiarazioni immancabili dei politici di turno che gridano festanti alla legalità e alla gloria dello Stato…tutto questo…è stata proprio una porcata!

Per il semplice fatto che non era un fatto. Era una scena pre-confezionata, un prodotto di marketing politico, e come sempre realizzato sulla pelle dei deboli, degli straccioni.

La sveglia è suonata già da qualche tempo. Eppure si continua sulla stessa china.

E ora abbiamo anche il decreto legge cosiddetto “sicurezza”, che tratta di questioni che nulla hanno a che fare con la sicurezza, quella vera, reale.

Perchè la sicurezza è un sentimento, una sensazione che una persona prova nel “sentirsi” (appunto) sicura nell’ambiente sociale e naturale dove vive, sul posto di lavoro, durante i viaggi, e più in generale nelle relazioni con gli altri.

Dunque il “sentirsi sicuri” è in sostanza una questione ambientale e di convivenza civile.

Allora la mia sicurezza è vivere in un ambiente sano.

La mia sicurezza è non morire sul posto di lavoro.

La mia sicurezza è viaggiare su strade ben mantenute.

La mia sicurezza è poter vivere in una casa calda e riparata.

La mia sicurezza è conoscere la cultura di quelli diversi da me, in modo da poterli capire e in modo che loro capiscano me.

La mia sicurezza è avere un livello di tutela della mia salute garantito dalla comunità in cui vivo, anche e soprattutto nel momento in cui io non possa permettermela.

La mia sicurezza è respirare aria pulita.

E quindi la mia sicurezza è la graduale eliminazione dell’uso dei carbon-fossili e la creazione di boschi e parchi urbani e la tutela di quelli che esistono già.

La mia sicurezza è fermare la cementificazione della mia terra.

La mia sicurezza è poter mangiare cibo sano, etico e completo nelle sue qualità nutritive.

La mia sicurezza è poi avere fiducia nel futuro.

La mia sicurezza è poter lavorare per un mondo migliore per me e per i miei figli.

La mia sicurezza sono le scuole sicure, felici e riscaldate.

La mia sicurezza sono il cinema, il teatro e i libri che mi fanno conoscere il mondo interiore e il mondo tutto.

La mia sicurezza è l’amore della mia compagna, della mia famiglia e dei miei amici.

La mia sicurezza è pensare che, se ho bisogno, la comunità in cui vivo e lavoro mi verrà in aiuto senza chiedermi niente in cambio.

La mia sicurezza è tutto questo e molto altro,

ma nulla di quello che mi fa sentire sicuro è contenuto nel decreto “sicurezza”.

Perchè la sicurezza non si ottiene con la legge e con le galere,

ma con la cultura, con la ricerca e la sperimentazione di nuovi modi di convivenza e di produzione, con l’idea che siamo tutti esseri umani, né più né meno degli altri.

Guido De Togni


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