14 Ottobre 2018

La storia del pomodoro a puntate #2 “l’orto del medico”

 

 

Ho compreso il ruolo del pomodoro nella Storia
quando ho capito che il filo delle “serte”
che lega tra di loro i frutti del pomo d’oro
in Europa stava prendendo il posto delle catene
con cui erano stati “tradotti” nel Nuovo Mondo gli schiavi africani.
Federico Valicenti

 

Hernàn Cortes (1485 -1547) definito “il Conquistadores” impregnato di cattolicesimo istituzionale conquista il Messico in cerca di ricchezza per sé e per la sua patria ed in poco più di due anni distrugge l’antico impero degli Aztechi. Nel 1540 al rientro in Spagna porta alcuni esemplari di pomodoro, anche se la sua coltivazione e diffusione arriva molto più tardi.  Questi primi pomodori portati in Spagna furono piantati nell’orto del medico e botanico Nicolàs Monardes Alfaro (1565-1574), autore del libro “Delle cose che vengono portate dall’Indie Occidentali pertinenti all’uso della medicina”. In questo libro il pomodoro viene catalogato come coltura con proprietà curative, se ne comprese sia un utilizzo farmacologico che gastronomico. Il gesuita Josè De Acosta (1540- 1600) nel suo resoconto sulle storie naturali provenienti dalle Indie lo indica come prodotto commestibile “…usano ancora tomates che sono freschi et sani et è una sorte di grano grosso pieno di succhi, et ne fanno salsa saporita et ve ne sono buoni da mangiare”. Mentre in Italia il botanico Castore Durante da Gualdo (1529-1590) nel suo Herbario Nuovo lo descrive come un alimento cagionevole alla salute “. Mangiansi nel medesimo modo che le melenzane, con pepe, sale e oli, ma danno poco nutrimento…ritrovasene una sorte che non fa i frutti à spicchi, ma tondi come le mele appie, e gialli e rossi”. L’accostamento alla melanzana è d’uso in quel periodo soprattutto in Francia dove l’agronomo patologo Charles Estienne (1504-1564) parlando della melanzana ne indica il nome in pomi d’amour o pomi di cupidine per la sua composizione “fallica”. Il botanico Jean Ruel (1474 -1537 ) nel suo libro De natura stirpium definisce che i Galli chiamano la melanzana pomo d’amore, “Galli amorum poma nominant” ed a supportare queste terminologia è il botanico e medico tedesco Fuchs Leonard, (1501-1566)  che conferma come la melanzana usata dai Napoletani sia la poma amorum conosciuta in Germania “ quae mala insana hodie appellantur et à Neapolitanis melanzana, ab alys amoris poma,à Germanis verò melantzan”.

Federico Valicenti, Cibosofo

 


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