12 Ottobre 2018

L’inarrestabile forza della cultura

La notizia di cui voglio trattare è la svolta, dopo 9 anni di silenzi e manipolazioni, del processo sulla morte di Stefano Cucchi, morto perchè (ora si può dirlo senza timore di smentite o farneticazioni altrui) barbaramente pestato da alcuni carabinieri e, in fondo, ucciso dallo Stato.

Ma quello su cui voglio fermare l’attenzione è il principale motivo per cui, secondo chi scrive questa rubrica, è stato “abbattuto il muro” dell’omertà di Stato.

Il motivo è la forza di un film, di un’opera artistica, e della sua diffusione anarchica, incontrollata, veicolata da una sete collettiva di verità e di vicinanza.

Il film su Stefano “Sulla mia pelle” era infatti partito con la distribuzione in un misero numero di 54 sale in tutta Italia (la distribuzione cinematografica in Italia, si sa, è un vero problema di censura mascherata) e contemporaneamente era disponibile sulla piattaforma Netflix (che ne è anche produttore).

E proprio da qui è partito il corto circuito: è bastato un abbonamento Netflix ed ecco che il film è stato proiettato pubblicamente e gratuitamente in piazza, in università, e un po’ ovunque si potesse allestire uno schermo (o un lenzuolo bianco come è successo a Milano) per la proiezione.

Migliaia di persone si sono ritrovate insieme a seguire la struggente storia di Stefano (duemila a La Sapienza a Roma, più di mille a Milano in Piazza Oberdan, etc.) e questa emozione si è fatta potenza collettiva.

Perchè è certamente stata importante la determinazione e la costanza della famiglia Cucchi e della sorella Ilaria nella ricerca della verità sulla morte di Stefano, ma il tappo è saltato perchè decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno visto insieme un bellissimo film che con grande lucidità e sensibilità artistica ha raccontato quella storia, mostrando al paese tutto l’ipocrisia e l’omertà di uno Stato assassino, che fino a quel momento pensava di farla franca.

Niente da fare. Se l’arte e la cultura si mettono in moto e trovano i canali per raggiungere il sentimento popolare, la forza di tutto questo diventa una marea irrefrenabile, anche per chi è abituato a pensare di vivere protetto sotto la teca del suo potere.

È quella forza che dà il coraggio, l’inarrestabile forza della cultura.

Guido De Togni


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