#ALIMENTARELACULTURA

26 Ottobre 2018

Stato di violenza

Dall’inizio dell’anno, solo nella provincia dell’Ogliastra in Sardegna, ci sono state 15 denunce e quattro arresti per atti persecutori e violenze in famiglia.

“Desirée violentata e uccisa”. Fermati due senegalesi e un nigeriano (la tragica notizia di questi giorni)
“Turista americana violentata a Sorrento. Pene ridotte per due giovani” (Repubblica, 23 ottobre 2018 )
“Denunciato dalla figlia per violenza sessuale, assolto con formula piena padre di 50 anni” (sentenza del tribunale di S. Maria Capua Vetere)

Sembra (ma magari mi sbaglio, eh?!) che se sei un giovincello (italiano) che fa delle “ragazzate” (tipo stuprare una ragazza) oppure sei un padre (italiano) che svolge il suo ruolo sacro nella società italiana, beh, allora hai tutte le attenuanti del caso, fino magari all’assoluzione.
Vediamo ancora.

“Stupra figlia 12enne” E le dice: “Così ti puoi difendere” (Adnkronos, 25 maggio 2018. La notizia tratta di uno stupratore (italiano e bianco) di 50 anni in provincia di Perugia.
L’articolo poi continua: “L’uomo è stato denunciato dalla ex moglie che ha raccolto le confidenze della figlia filmandone il racconto. Secondo quanto emerso il 50enne avrebbe abusato della figlia durante le visite pomeridiane disposte nell’ambito dell’affidamento della minore”.
L’uomo finito in carcere, durante la violenza, si sarebbe giustificato con la figlia dicendole che le voleva far vedere come difendersi da eventuali stupratori. La dodicenne è stata anche visitata in ospedale e il referto parla di segni compatibili con una violenza sessuale.
Poi (naturalmente) al termine dell’interrogatorio col giudice, l’avvocato difensore dell’uomo ha chiesto la revoca del carcere e l’applicazione di una misura cautelare “meno afflittiva”.
Eh certo, poverino, lui è un padre di famiglia, bianco e italiano…

Proseguiamo.

“Spedizione punitiva contro i bar bengalesi” (La Nuova Venezia, 19 ottobre 2018 )
“Accusato di aver molestato due ragazze sul bus. Arrestato un pakistano di 58 anni” (è successo a Torino il 25 ottobre 2018 )
“Ronda razzista ferisce due migranti a Brindisi. Uccidilo, uccidilo” (Brindisi report, 20 ottobre 2018 )

Fight club a Piacenza tra ragazzi dai 14 ai 20 anni. Solo nell’ultimo sabato sono stati 63 gli identificati e sei i fermati che hanno partecipato alle sfide in strada. L’organizzatore dovrebbe essere un quindicenne.
“Fenomeno per ora limitato a Piacenza” (Corriere della Sera, 22 ottobre 2018 )
Balle. Proprio ieri a Bologna, in pieno centro a due passi dalla questura, ho assistito a scene molto simili, con uno di questi ragazzini che urlava “Allora vogliamo fare la guerra, vogliamo fare la guerra??!).
Magari tu (avrei voluto rispondergli), io proprio no.

E violenza di Stato

“Un poliziotto che non ammazza non è un poliziotto” (Jair Bolsonaro, candidato alla presidenza del Brasile)
“Magari morisse, li mortacci sua” (Vincenzo Nicolardi, carabiniere). Frase riferita a Stefano Cucchi.
“Agli spacciatori di Desirée prometto che gli faremo male” (Matteo Salvini, ministro)
“La violenza non è mai la soluzione, la violenza è sempre da condannare” (Matteo Salvini, ministro).

Appunto.
Il fatto è che bisogna crederci lealmente, e anche farlo, oltre che dirlo.
Partendo dal principio che la violenza contro chi è più debole non appartiene al colore della pelle, al credo religioso, alla condizione economica o sociale.
Questa violenza è degli esseri umani e dei codardi.
Sta a noi tutti e tutte, cambiare le cose, cambiare una cultura sociale e politica.
E ci conviene, perché gli unici che ci guadagnano (soldi e voti) da tutto questo sono pochi, brutti e vigliacchi.

Guido De Togni


Torna al blog