Il modello

Il modello di filiera Funky Tomato ha adottato un impianto organizzativo ispirato al concetto di rete.

Oggi il termine “rete” lo utilizziamo quotidianamente e con molteplici significati, ma se con “rete” intendiamo l’interconnessione tra soggetti diversi e distanti, allora possiamo distinguere due modi di fare rete.

Il primo è quello delle multinazionali del web, le piattaforme di servizi, o di informazione: in sostanza, reti create da pescatori che cercano dati nel mare delle informazioni disponibili e riescono a “catturare” un certo numero di soggetti. È il capitalismo dei dati, in cui la risorsa da “estrarre” è la mole di dati (Big Data) degli utenti, da utilizzare e rivendere a fini pubblicitari o politici.

Il secondo modo di fare rete è quello di costruire connessioni dal basso, essere comunità inclusive, attraverso l’azione fondamentale di soggetti che svolgono il ruolo di collettori: i soggetti partecipanti condividono uno scopo comune da raggiungere e si organizzano per realizzarlo insieme, dotandosi degli strumenti necessari.

Questa seconda via è quella percorsa da Funky Tomato per costituire la sua Comunità Economica Solidale, attraverso lo strumento giuridico del Contratto di Rete. Il Contratto di Rete Funky Tomato prevede la partecipazione di soggetti che svolgono ognuno la propria funzione all’interno della filiera: ci sono gli agricoltori, i braccianti, i trasformatori, coloro che si occupano del coordinamento e dell’azione commerciale, la comunicazione e la parte culturale ed editoriale. Ogni soggetto è rappresentato nel Comitato Supervisore che coordina le attività della filiera e rende esecutive le decisioni.

Le azioni della rete di filiera sono vincolate e veicolate da un disciplinare di produzione che deve essere rispettato e promosso da tutte le parti. E il Disciplinare Funky Tomato si apre, eloquentemente, con queste parole:
“La Rete di Comunità Funky Tomato rispetta i diritti e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, rifiutando qualsiasi tipo di discriminazione legata al genere, alla nazionalità, alla fede religiosa, al colore della pelle, allo statuto giuridico o alle condizioni economiche e sociali, e attiva progetti innovativi sperimentando percorsi virtuosi nella direzione di un’economia equa, ecologica e solidale, assieme ai produttori, ai lavoratori, alle associazioni e alle istituzioni sia del territorio, sia a livello nazionale e internazionale.
Favorisce il ricrearsi del legame tra il contadino ed il cittadino attraverso forme di agricoltura supportata, restituendo ai prodotti il valore di cibo prodotto artigianalmente e localmente per il territorio in alternativa alle dinamiche della globalizzazione”.

Funky Tomato trova la sua missione principale nel produrre e nell’alimentare la cultura, preliminarmente dei territori e delle comunità in cui si svolge la propria attività. L’azione dirompente di Funky Tomato consiste nel contaminare il mondo della cultura letteraria e artistica con l’economia: la cultura è il cuore pulsante, il centro generatore che dà senso e valore alla produzione di cibo e alla sua distribuzione. L’economia generata dalla vendita delle conserve di pomodoro supporta la rete contadina e la produzione di progetti culturali e contenuti editoriali.

Il brand Funky Tomato è lo strumento che tutela la filiera, garantisce il rispetto del disciplinare di produzione e, allo stesso il tempo, è il racconto del valore vitale della multiculturalità.

Il disciplinare è composto da quattro paragrafi in cui si specificano i parametri attuativi dei principi contenuti nel preambolo. L’obiettivo è una produzione realizzata grazie al patto stipulato tra tutti i componenti della rete: è il pomodoro Funky Tomato.

L’organo generale è invece l’Assemblea di Comunità, che è composta da tutti i soggetti partecipanti al progetto: tutti i lavoratori della filiera, tutti gli acquirenti, i sostenitori del messaggio culturale promosso dal progetto, i ricercatori, i giornalisti, i cuochi, gli scrittori, i musicisti, e tutti gli artisti che sostengono Funky Tomato. L’Assemblea viene convocata una volta l’anno per confrontarsi sul funzionamento del modello e discutere proposte migliorative, ma anche per rafforzare lo spirito di comunità generato dal messaggio culturale di Funky Tomato.

Il Comitato Supervisore e l’Assemblea di Comunità incarnano il principio democratico e di partecipazione che ispira il modello Funky Tomato, perché costituiscono gli spazi per il confronto e la risoluzione dei problemi, e per la condivisione delle necessità di ognuno.

I soggetti e le realtà coinvolte nella rete provengono dal mondo dell’impresa e da quello del no-profit, da territori e culture differenti, di diversa estrazione sociale, ognuno con la propria storia. Per questo la rete ha previsto pratiche relazionali di continuo confronto e co-decisione.