La visione

Funky Tomato individua nella partecipazione l’atto fondante di un cambiamento migliorativo delle condizioni economiche e sociali di individui e comunità nel loro insieme. Una visione che implica l’assunzione di responsabilità nella cura delle persone, dei territori, delle comunità coinvolte nella filiera agroalimentare.

Funky Tomato è responsabilità reciproca. La partecipazione nasce da una necessità diffusamente avvertita: produrre e mangiare cibo pulito e giusto, con approccio critico al consumo, nella consapevolezza della complessità del processo produttivo. È una rete di responsabilità condivise, a partire dai principi che la regolano, e che si fa carico delle necessità di ciascun anello e di ciascun nodo.

Una visione nata da un percorso di ricerca che ha frequentato e attraversato per anni territori di confine, ad alta esclusione sociale e depressione economica: ghetti dei braccianti, piccoli borghi e paesi spopolati, terreni agricoli ormai abbandonati.

Un’esigenza vitale di impegno per riportare lavoro dignitoso e futuro nei territori, nelle comunità, nel contesto di una visione economica produttiva consapevole degli impatti sociali e ambientali. Una visione organizzativa, economica, ma anche politica, che ha l’elemento culturale come fulcro e leva del modello.

Senza memoria, senza coscienza della nostra identità di persone e comunità, senza comprensione del mondo in cui viviamo, cadremmo nel terrore del diverso, perché alienati dal “noi”.

La cultura in questo senso è ricerca, è condivisione di conoscenze, capace di generare uno spirito comune che risulta determinante nell’unione di soggetti di diversa provenienza sociale, con diverse esperienze e tradizioni, che si trovano ad agire insieme per un obiettivo comune.

Senza una produzione culturale, una costruzione di senso sul terreno dell’immaginario, che diffonda visioni alternative di organizzazione economiche e sociali, modelli come quello di Funky Tomato rimarrebbero esperienze di nicchia.

Funky Tomato vuole tracciare un solco percorribile da tutti, un progetto d’impresa pop, nel senso artistico e culturale del termine, e attraverso il cibo più pop del mondo – il pomodoro – e diffondere il messaggio che una nuova economica etica, equa e partecipata è possibile.

Il pomodoro è il simbolo della contaminazione organica e culturale: è giunto in Europa dall’altra parte dell’oceano e ha incontrato il suo colore rosso e il suo uso alimentare molto tempo dopo il suo approdo, diventando assieme alla pasta (la cui versione secca è di origine araba, in Sicilia) il simbolo identitario della Cucina Italiana.

Per questo il pomodoro è funky e per questo Funky Tomato vede nella varietà meravigliosa del mondo naturale la stessa bellezza multiforme che si ritrova nella molteplicità umana.

La comunità Funky Tomato è fondata sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, perché è nasce dalle relazioni tra le persone, dalla socialità innata dell’essere umano.